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La Cerimonia di Premiazione del
Premio Internazionale di Letteratura
“Abbiate il coraggio di essere felici” 
edizione 2016/2017
si svolgerà presso l’Associazione “Il Giglio” 
Via Jacopo da Diacceto,3/b – Firenze
il 13 maggio alle ore 17.00
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Tutti gli autori sono invitati. I poeti premiati sono tenuti a presenziare alla premiazione. Solo in caso di reale impedimento, i premi potranno essere ritirati da un delegato per mezzo di dichiarazione scritta e firmata dall’autore, o spediti al proprio domicilio (spese a carico del destinatario, con modalità da concordare).PROGRAMMA:

– H 17: saluto autorità
– Consegna donazione ai delegati vEyes (virtual Eyes) – ONLUS
– consegna dei premi ai poeti e lettura delle poesie vincitrici
– lettura critica a cura di Anna Balsamo, Vice presidente emerita della “Camerata dei Poeti”
– Presentazione dell’antologia “Abbiate il coraggio di essere felici”
– conclusione evento – buffet.

OSPITE MUSICALE:

SHANGRI- LA’  “Voice and Sound For Peace”
SusyL.Berni Voce e bodrhan
Andrea Fischi Chitarra
Rino Iacopini Chitarra
Massimo Ierimonti Percussioni
Esibendosi come artisti nel progetto SHANGRI- LA’ “Voice and Sound For Peace” (costola dei DE POOKAN), spaziando dalla musica dei De Pookan, Musica Italia del Sud, Musica Ebraica e Bretone per creare un Ponte dove le differenze sono solo apparenti.
COMITATO:

Presidente del Premio: Antonella Ronzulli
Presidente del Comitato: Annamaria Vezio
Presidente di Giuria: Dante Maffia
Responsabili Evento: Massimo Rinaldi – Umberto Viliani

Annunci

logo-premioNéorìa “La parola come inizio e fine di un concetto”

e

Il Giardino di Calliope

con il patrocinio di

Regione Toscana (in attesa di conferma)

in collaborazione con

 MCL Toscana

Associazione culturale “Il Giglio”

Associazione culturale “Il Club dei Creativi

indicono il

 Premio Internazionale di Letteratura

“Abbiate il coraggio di essere felici”

edizione 2016/2017

papa-francesco

REGOLAMENTO 

  1. Tutte le opere dovranno essere inviate inderogabilmente entro il 31/01/2017.
  2. Il concorso esclude ogni forma di lucro e destinerà parte del ricavato al progetto vEyes (virtual Eyes) – ONLUS di supporto per ricerche mediche, biomediche, bioinformatiche e genetiche, con particolare attenzione verso malattie di tipo degenerativo, che portino come conseguenza primaria ad una perdita grave del visus, fino alla totale cecità, oltre ad occuparsi di prevenzione, sempre in ambito malattie della vista, soprattutto a favore di bimbi. (http://www.veyes.it/)
  3. La partecipazione è aperta a tutti coloro che amano la Letteratura e prevede l’invio di testi in lingua italiana, inediti e/o mai premiati in altri concorsi. Saranno accettati anche testi in lingua straniera solo se corredati di traduzione.

SEZIONI ADULTI

A – Poesia: inviare un massimo di 2 poesie di lunghezza non superiore ai 30 versi, in formato Word, carattere Times 12, tema libero.

B – Haiku: inviare da 2 a 5 componimenti, in formato Word, carattere Times 12, attenendosi alla regola tre versi per complessive diciassette more/sillabe, tema libero.

C – Narrativa breve: inviare 1 testo di lunghezza non superiore alle 4 cartelle (1 cartella = 1800 battute spazi inclusi), formato Word, carattere Times 12, tema libero, a scelta tra

Racconto

Lettera

Articolo giornalistico

D – Videopoesia Adulti: inviare 1 video non superiore ai 4 minuti compatibile con la piattaforma YouTube.

E – Sezione a tema: “L’amore” – inviare un massimo di 2 poesie di lunghezza non superiore ai 30 versi, in formato Word, carattere Times 12.

“Dove vediamo odio e buio, cerchiamo di portare un po’ di amore e di speranza, per dare un volto più umano alla società.” (Papa Francesco)

 SEZIONI STUDENTI

F – Studenti Scuola Primaria

G – Studenti Scuola Secondaria inferiore

H – Studenti Scuola Secondaria superiore

Poesia inviare 1 poesia di lunghezza non superiore ai 30 versi, in formato Word, carattere Times 12, tema libero.

Haiku: inviare da 2 a 5 componimenti, in formato Word, carattere Times 12, attenendosi alla regola tre versi per complessive diciassette more/sillabe, tema libero.

Narrativa breve: inviare 1 testo per classe di lunghezza non superiore alle 4 cartelle (1 cartella = 1800 battute spazi inclusi), formato Word, carattere Times 12, tema libero, a scelta tra

– Racconto

– Lettera

– Articolo giornalistico.

Nelle sezioni F – G è consentito partecipare per classe oppure a titolo individuale nel solo caso in cui la classe dello studente non partecipi, riportando i dati della scuola nella scheda di adesione.

Per le classi l’insegnante deve indicare nello stesso file delle poesie:

  • Classe, Sezione, Scuola, e-mail e indirizzo completo della Scuola
  • Nome e Cognome Insegnante, Indirizzo e-mail dell’Insegnante (se disponibile)
  • Elenco degli studenti che hanno contribuito alla realizzazione delle opere inviate.

Per i concorrenti minorenni è necessaria la dichiarazione di autorizzazione alla partecipazione di chi ne esercita la patria potestà. 

SPEDIZIONE DEGLI ELABORATI

La spedizione deve essere effettuata via posta elettronica inviando una unica mail, entro il 31/01/2017 all’indirizzo concorsoletterariomcl@gmail.com con oggetto “Premio internazionale di Letteratura 2016/2017, allegando:

  • Scheda di adesione debitamente compilata in ogni sua parte e copia della ricevuta di versamento (sezioni A – B – C – D – E – F)
  • 2 copie dei testi, in formato Word, carattere Times 12, di cui 1 anonima e 1 completa di dati anagrafici (nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, e-mail dell’autore), o la video poesia.  

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Gli autori a parziale copertura delle spese organizzative si impegnano a versare per ogni sezione:

  • Sezioni A – B – C – D – E – F: € 10 (dieci)
  • Sezioni F – G – H: gratuito
  • Soci MCL: gratuito

Modalità di pagamento:

Carta   PostePay  n. 4023600935642183 intestata  a Umberto Viliani (Presidente MCL Toscana),  Codice  Fiscale  VLNMRT64C09D612T

 GIURIA E PREMI

La Commissione giudicante è così composta:

Dante Maffia (Presidente di Giuria): docente, scrittore, medaglia d’oro alla cultura della Presidenza della Repubblica, candidato al Premio Nobel per la Letteratura.

Antonella Ronzulli (Presidente del Premio): Direttore editoriale Litho Commerciale, Coordinatore Arti Letterarie presso Associazione culturale “Il Club dei Creativi”, fondatrice blog culturale Néorìa “La parola come inizio e fine di un concetto”, scrittrice, poetessa, editor

Annamaria Vezio (Presidente del Comitato): docente scrittura creativa e arte-terapia Ministero Istruzione, fondatrice blog culturale “Il Giardino di Calliope”, Presidente “Progetto Fiaba”, autrice, pittrice, musicista

Anna Balsamo: Vice presidente emerita della “Camerata dei Poeti”, critica d’arte, scrittrice, poetessa

Paola Casali Grossi: preside Liceo e professoressa di lettere

Renato Fedi: poeta

Vittorio Magrini: scrittore

Fatima Finessi: operatrice culturale

Saranno assegnati per ogni sezione i seguenti premi:

1° classificato: Coppa e Attestato

2° classificato: Targa e Attestato

3° classificato: Medaglia e Attestato

Dal 4° al 10°: Attestato di Merito

Attestato di partecipazione a tutti gli iscritti che ne faranno richiesta (invio telematico).

La Giuria il cui operato è incontestabile, insindacabile e inappellabile, potrà assegnare a discrezione ulteriori menzioni e premi.

Le poesie premiate e altre ritenute meritevoli, senza compenso alcuno per gli autori, verranno pubblicate nell’Antologia “Abbiate il coraggio di essere felici” a cura della Litho Commerciale (sponsor ufficiale) che sarà presentata nel corso della premiazione. La proprietà letteraria resterà comunque dell’Autore.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Firenze in data e luogo da definire. Tutti gli autori sono invitati. Saranno contattati in tempo utile solo i premiati che sono tenuti a presenziare alla premiazione. Solo in caso di reale impedimento, i premi potranno essere ritirati da un delegato per mezzo di dichiarazione scritta e firmata dall’autore, o spediti al proprio domicilio (a carico del destinatario, con modalità da concordare).

 NORME GENERALI

La partecipazione al Concorso implica l’accettazione incondizionata di questo regolamento.

Farà fede la data di invio della mail, in nessun caso sarà restituita la quota versata. Non sono previsti rimborsi per spese di viaggio e alloggio. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. Ogni autore è responsabile del contenuto delle proprie opere. Saranno esclusi tutti i componimenti che conterranno parole o concetti volgari, violenti, razzisti, contro ogni religione, i componenti che superano i limiti di lunghezza, quelli spediti oltre il termine stabilito o pervenuti senza scheda di adesione compilata o copia della ricevuta di pagamento.

IL COMITATO DEL PREMIO

Presidente del Premio: Antonella Ronzulli

Presidente del Comitato: Annamaria Vezio

Presidente di Giuria: Dante Maffia

Responsabili Evento: Massimo Rinaldi – Umberto Viliani

logo-premio-2

 

Scarica Bando edizione 2016/2017

https://antonellaronzulli.files.wordpress.com/2016/10/bando-premio-internazionale-di-letteratura-e2809cabbiate-il-coraggio-di-essere-felicie2809d-2016-2017.pdf

Scarica Scheda di adesione

https://antonellaronzulli.files.wordpress.com/2016/10/scheda-adesione-premio-internazionale-di-letteratura-e2809cabbiate-il-coraggio-di-essere-felicie2809d-2016-2017.pdf

Evento Facebook https://www.facebook.com/events/1815787758664949/

locandina cerimonia 2015
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logo premio
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I poeti premiati sono tenuti a presenziare alla premiazione. Solo in caso di reale impedimento, i premi potranno essere ritirati da un delegato per mezzo di dichiarazione scritta e firmata dall’autore, o spediti al proprio domicilio (a carico del destinatario, con modalità da concordare).
Per decisione del Comitato organizzatore, considerata la elevata qualità artistica delle opere pervenute al concorso verranno assegnati numerosi attestati / segnalazioni di merito / menzioni d’onore.

Sarà inoltre possibile acquistare in loco l’Antologia poetica Abbiate il coraggio di essere felici realizzata appositamente per il concorso al costo di € 10 a copia.

SEZIONE A            SEZIONE F

SEZIONE C       SEZIONE E

SEZIONE B - PREMIO PRESIDENZA

Comitato e Giuria

Presidente del Premio: Antonella Ronzulli
Presidente di giuria: Annamaria Vezio
Responsabile evento: Massimo Rinaldi

Antonella Ronzulli – Direttore editoriale Litho Commerciale, fondatrice blog culturale Néorìa “La parola come inizio e fine di un concetto”, Coordinatrice Arti Letterarie Associazione Culturale “Il Club dei Creativi”, scrittrice, poetessa, editor

Annamaria Vezio – Docente scrittura creativa e arte-terapia Ministero Istruzione, scrittrice, poetessa, pittrice, musicista

Anna Balsamo – Vice presidente emerita della “Camerata dei Poeti”, critica d’arte, scrittrice, poetessa

Jacopo Chiostri – Giornalista, scrittore, Responsabile eventi Caffè storico/letterario Giubbe Rosse di Firenze

Daniela Cattani Rusich – Pubblicista, scrittrice, poetessa, editor, perfomer

Beatrice Bausi Busi – Pubblicista, critica d’arte, scrittrice, poetessa

Renato Fedi – Scrittore e poeta

Fatma Finessi – Responsabile eventi Associazione Orma Cultura, operatrice culturale

Giovanni Mulè – Pedagogista e poeta

 cover antologia 2015

“21 marzo 2014Giornata Mondiale della Poesia”

 Evento Facebook

Cultura-a-L-Aquila-giornata-mondiale-della-Poesia_imagelarge

“Le vostre poesie”

 1 – “Autunnale” di Renato Fedi

Se questo mondo

poi scendesse a precipizio

senza una cinta a tenerne i resti

il verso delle pieghe avrebbe un senso.

Fossero ripiegati

tutti i pensieri in massa

con una ciotola a farne ripostiglio

un solo uomo potrebbe averne il conto.

Ma qui si prende

e non si da più indietro

quasi che il piede si posi rigirato

e nel camminare proceda claudicando.

Non ho la stoffa

per cucire una mantella

e resto nudo a vorticar nel vento

come una foglia raggiunta dall’autunno.

2 – “La mia vita” di Luciano Manfredi

Tra rumori metallici

lo stridio  di macchine in funzione

ho sospeso fino a ieri

la mia vita.

Vapori

di oli nebulizzati

ungono la mia pelle

e salgono

attraverso la bocca

dei grandi aspiratori

verso le stelle.

Stamani hanno chiuso

per sempre i cancelli

e noi affidiamo

il nostro malumore

alle bandiere di ogni colore

che gridano al vento

tutto il nostro dolore.

Una piazza gremita di gente,

in mezzo un obelisco

con quattro leoni in marmo,

piena di colori

ricamata d’aranci

e di colombi

che sciamano indisturbati

in mezzo a quei rumori.

La scia di un aereo colora

di bianco il mio pensiero:

tutta la mia vita

è appesa a un filo

e mi sto arrampicando

verso il cielo.

Ma è lei

che si prende cura di me

quando ho scrosci di pioggia

nel cuore, quando

l’intreccio è arduo

e la vita è sospesa

a troppi perché.

Eppure so

che il nostro amore trionferà

perché la vita non è sempre

gioia, ma la complicità

anche nel dolore

ci saprà accompagnare.

3 – “Mancanze” di Biancamaria Muscherà

Trasportata

nel deserto dei sogni,

giaccio inerme

in un passato ormai trascorso,

avvolto

nel mistero

di sorrisi strappati.

Vana

l’attesa si tuffa

in un grigio mattino

tra gente che vive e che soffre.

Risalgono

calde le lacrime

fino a perdersi nell’ombra

di cose e di emozioni

di attimi non vissuti

di un cuore che

richiama

il suo ricordo.

4 – “Immagini” di Fabio Gagliardi

Pensieri

si muovono all’unisono

come note su pentagramma

compongono armonia d’intenti

veloci

inondano la mente

di chi vuol donare nuovo vigore

nel suo fare attento

a creare amore

5 – “Doman(darsi)” di Sabrina Longari

Chiedo

favori al destino

L’ultima sentenza

di una pace infranta

Chi sono io?

Cosa mi logora?

L’urlo del corpo

in castighi d’acqua

E le ginocchia

a tenermi intera

Particella di pensiero

in quel mare

che m’assorbe

viva presenza

6 – “Preghiera” di Donata Porcu

Liberami

da questo corpo fragile

che pur anela

a vivere per sempre

Liberami

dagli oscuri labirinti

in cui il mio essere

si perde.

Come ali

distese nel vento

l’anima gode

la frescura del giorno

Dammi campi assolati

in cui correre felice

e risate di bimbi

che siano musica ai giorni.

 7 – “Anche tu” di Gianni Berna

Anche tu

Piccola farfalla

Sei volata via

Portando insieme a te

Quel ch’era

L’ultimo mio sogno

Lontano è il tempo

In cui leggera l’aria tu muovevi

Con voli articolati

Davanti a questi occhi increduli

E l’ali tue di colori a mille

A me donavan dolce parvenza

Di leggerezza d’animo

Che solo amor sa dare

A chi in amor inerte cade

Ignorando che caduco è il bello

E che ogni cosa il tempo muta

Neanche amor

Che divino sentimento appare

Ed immortale

A tal destino sfugge

E come te

Farfalla

S’invola via

Ed ecco allor

Che il ciel s’oscura

S’inturgida la mente

Lasciando steso a terra

Un vegetal fra vegetali

Nell’infinita attesa

Di vedersi trasformar

Se questo mai vedrà

In quelle dure e fredde pietre

Che intorno ad esso

Immobili si giacciono.

8 – “Perché mi destasti dal sonno? ” di Marianna Libero

Stanca ma felice sprofondai in un sonno profondo

Mille pensieri ed idee si tramutavano in sogni…

Colori, fiori, mille immagini facevano da sfondo

Volti sorridenti e paesaggi infiniti, ma duran secondi…

Un rosso mi appare, colore di rabbia, forse d’ardore…

Provata è l’anima, immenso il dolore…

Una telefonata, tu al di là della cornetta, l’Amore…

Perchè mi destasti dal sonno? dal sogno? perchè uccidesti il mio cuore?

Ricordi passati sconvolgono i miei pensieri

Nei momenti bui ti cercai… e tanto… dov’eri?

9 – “Albatros” di Bruno Di Cerbo

Cerchi zampilli

di acqua sorgiva

camminando nel vento

affollato d’antichi ricordi

sdraiati sull’erba

bagnata dalla prima rugiada.

Riscoprire la propria immagine,

conservare l’odore del tempo,

la voce di anni lontani,

le pietre erose dal vento,

il rimpianto

di non aver mai dato abbastanza.

Lieve passare

dell’albatros sul mare,

con un richiamo di lontananze,

sulle labbra il salmastro,

cuore gonfio di profondità.

10 – “Bugie” di Rosa d’Onofrio

LE TUE NON SONO CANDELIERI

CON MANICO E BOCCIOLO,

O LA CITTA’ DELL’ALGERIA

O LA MACCHIOLINA BIANCA SULL’UNGHIA

O IL DOLCE DI CARNEVALE…

LE TUE SONO PAROLE DETTE PER INGANNARE….

CHE SENSO HA RACCONTARE BUGIE:

HAI BISOGNO DI COERENZA,

DI CONSAPEVOLEZZA DELLA VITA?

NON CREDO…

TUTTA LA VITA E’ UN GIOCO INTERATTIVO CONTINUO

TRA NOI ED IL RESTO DEL MONDO…

MA NON TRA ME E TE… NON VALE!

CONOSCERE E CONOSCERSI, RICORDATI,

E’ POSSEDERE UNA STORIA DA RACCONTARE,

UNA STORIA CHE PARLA SOLO DI ME E DI TE.

11 – “Stella” di Antonia Anna Pinna

Se potessi ritrovare

la strada che porta

alla mia stella.

Forse t’incontrerei di nuovo

e ti direi che mi dispiace

d’essermi persa.

La riaccenderei e ti canterei

i miei silenzi e ballerei

i miei dolori.

Ti guarderei come se fossi

ancora tu

e io fossi ancora io.

12 – Poesia di Rosanna Spezzati

Verso imprevisto alfin

ti leggi

agrume sempreverde

assenza e lontananza

desiderata amata

In altri occhi

il verde del tuo mare

sorprende

Oracolo muto del rifiuto

sei tempio e sfinge

divieto e illusione

e sete ad altri

di essere baciata

in ogni spazio

concesso all’universo

Epica immota

oltre ogni tempo

in cima a un

desiderio assisa

cibo di sé

divora e brucia

poi posa e placa

l’unico istante

in dono alla pupilla

13 – “Il tuo corpo” di Ada Crippa

Il tuo corpo pestato

il tuo corpo vissuto

guardato

bagnato

sudato

sofferto

ogni giorno

il tuo corpo

il vento ritorna a soffiare

il tuo corpo pestato

mani a fermare ira

il sole scioglie l’affanno

e poi l’asciuga

la notte si ritrae i piedi

il mondo non ha occhi

oh, ma dove sono rotolati gli occhi

A una Donna

Quella tua fame di vita

le dita premute

sul ventre

l’urlo delle distanze

stanze in attesa perenne

squallide vicinanze

straziano

il colmo d’amore

un cono di oltre luce

la tua voce.

(A Claudia Ruggeri)

14 –  “Poesia” di Cristiano Maiorino

quando ami qualcuno,

fallo ad occhi chiusi

e spegnendo la luce fuori

non occorrono fari

né occhiali

‘leggi’ il suo tocco

ascolta la sua voce

è un sentire diverso

un profumo come d’un fiore

uno sbocciar come di primavera

un viver come di fanciullezza

15 – “California White” di Davide R. Colacrai

Siamo farfalle che si rincorrono per l’aria leggera,

all’ombra di steli su cui riposano i sogni,

tra tonde ciliegie di sangue,

sotto il lenzuolo sgualcito del cielo,

inseguendo l’eco del primo bacio che la terra da

ai suoi figli;

al dondolare celeste del vento,

per le pieghe morbide del grano

prima che sia pane,

lungo le efelidi di un ricordo,

al frinire di un canto al presente,

sotto l’incontro fortuito di nuvole

dietro cui ozia la luna;

in un meriggio sincero come la voce del cuore,

rorido di speranze e di attesa,

che rende più dolce la calda quiete.

16 –  “Poesia” di Antonella Sturiale

Cos’è…

chi è il poeta che d’amore parla

in mezzo alla gente che d’amore sogna.

Io… poeta del mio pianto

che lento scorre al mistero della vita.

Tu…amore, mio amore che della

luce spende i bagliori più intensi,

che del cuore consuma i suoi palpiti eterni.

Le valigie dell’anima pronte,

come di partenza composte,

e le mani chiuse ai dolori

e di occhi profondi

e di pace

di mare

di oceani immensi battenti agli scogli.

E di…gioie

e ricordi che rifugiano al riso

come nascondino alla morte.

Io poeta… che mi servo di te

per scrivere le memorie,

i ricordi per dettare i miei versi

alla magia di un sogno.

Parlami al cuore

come hai sempre parlato,

con la dolcezza di parole

che d’eccesso paion finte

e nella crudeltà si compongono

come frasi sgrammaticate,

come sensazioni nel senso del Mondo.

Tu …amore che d’amore ti nutri

e vivi

e senti

e gioisci

e svinisci

e crolli

in un letto fluttuante

di foglie di verde infinito.

Tu muto che mi guardi ammirato,

muto e pacato

innamorato,

muto e pacato

nella profondità di uno sguardo.

E poi…

muto e riservato

innamorato.

Ed io…

muta e commossa

perduta nella tua anima immortale.

Muta e sperduta

nell’intimo di te.

17 – “Sogno a colori” di Giuseppe Bellanova

Sei sogno a colori,

farfalla sbagliata,

non voli su fiori

ma sulla mia anima malata

ti scaccio con forza

ma tu insistente

perfori la mia scorza

e raggiungi la mia mente.

e li ti annidi, prendendo il potere

per diventar presto padrona del campo

scacciando i pensieri ed ogni altro sapere,

son schiavo d’amore, ormai senza scampo.

18 – “Sposo la Poesia” di Elena Leica

Nell’incompiuto di un verso scrivo il mio silenzio

che più delle parole ha voce

e l’euforia di una frase attesa amplifica i sensi

quando seguo i palpiti del vissuto.

Dico il credo di un albero occhi negli occhi dell’io

trucco lo sguardo con i colori dei fiori

e col linguaggio dei sogni ricamo di stelle l’inconscio.

Mi libero dall’intimo pudore e confesso al cielo l’anima

nella fedeltà delle sensazioni.

Compio sulle labbra il verso di me stessa

e quando le parole creano l’abito al cuore

firmo il testamento dell’eterna voce custodita dagli angeli

in un silenzio da raccontare.

Con il candido Si del sempre

incido il mio essere nell’inchiostro dell’oggi

e con le fedi del domani, alle nozze del mio tempo

sposo la Poesia.

19 – “Carezze nell’ombra” di Dulcinea Annamaria Pecoraro

Carezze nell’ombra

di mani sudate posate su fragili corpi.

Fiati sprecati,

atti a strozzare i sogni.

Rubate sono le fantasie

mescolate a pazze menti,

miscelate a rivoli di sangue e lacrime.

Il perdono diventa difficile grazia,

l’orrore diventa coperta macchiata.

La volontà una riscossa

o promessa di portare cura,

dove l’amore si è perso.

20 – “Come un sussurro” di Rita Cerimele

L’aria si riscalda piano

al tiepido sole di Marzo;

lascia passare nelle narici

il profumo del sole e il sapore dell’erba,

ricollocando l’anima

all’antica essenza del Se.

Le foglie secche, lascito d’autunno,

vengono rimosse

al passaggio veloce degli scoiattoli;

volano e ricadono lente,

frusciando.

Raggi leggeri arrivano adagio,

e allo scadere dell’alba,

investono questo nuovo giorno

come un sussurro.

21 – “Intro“ di Gustavo Tempesta Petresine

Alberi, alberi alberi

intorno il tutto è pace

serena è l’ora. E’ quiete.

Solo il fruscìo non tace.

22 – “Nel silenzio una campana”  di Gabriella Afa

Nuoto nell’etere

in voli alti…..

seduta sulla gelida pietra

scolpita da venti taglienti

come schegge di cristalli di vetro

cerco angeli

per colmare vuoti di solitudine.

Ritagli di cielo

con albe e tramonti

passano come ombre su di me.

Nel bosco segreto dei miei sogni

colgo umide viole

e felci azzurre cingono il mio capo.

Percorro strade di luce

che si snodano

negli abbracci di un nuovo mattino

ascolterò l’allodola

che con il canto bacia il sole

che nasce

e poserò una lacrima

sul volto di chi non ha mai pianto.

Mi perdo nell’immensità della vita

che col suo silenzio

mi stordisce e pesa sull’anima

mentre lontana

un dolce suono diffonde

dal campanile antico

una campana…..

23 – “Il freddo che lento mi (i) spira” di Pasquale Rea Martino

Introspezione

Guardi allo specchio

l’andare

e distanti

tra file disposti

gli astanti…

brughiere di vita

tra arbusti

storie di giorni vetusti

e lacrime amare

a cui prassi voleva che fossi…

A se stante

l’asse ch’è scisso

riveste quel corpo ch’è affisso

di storie maldestre

e vita che morde eclatante…

Ceneri

di sterpi tra secche fascine

e ciocchi tarlati dal tempo

ti trovi e rivolgi lamento

e lo specchio

ti sembra parlare…

Rammenti il giardino

le foglie che il verde mattino

sfavillavano al sole

l’odore dei prati e le aiuole

gli amici

e le belle signore…

Velati

s’annaspano al tempo

ricordi passati

piaceri diffusi tra rami

quei tempi son tutti scemati

il secco che arde la pira

il freddo che lento

mi (i) spira!

24 – “E mentre” di Annamaria Barone

E mentre

dolcemente muore

questo tempo passato

di passi cancellati

di parole disperse

di gesti ancorati alle spalle

guardo all’oggi

ed a questo rincorrersi

di pensieri

intrecciati a voli

di inauditi sogni

a quest’aria

di tempestosa quiete

ed alla polvere

che riempie gli occhi

di ricordi

Oh, se solo pensassi

in ogni istante

che la vita è una ed una sola

non esisterebbe più

tempo morente

ma respiri

e battiti di ora e di poi

e mani e occhi e tempo

senza conti alla rovescia

per diventare l’infinito eterno

di questo unico attimo.

25 – “Vento di domani” di Rita Cottone

Sembra voler travolgere il tempo,

quel vento che sento correre oltre il vetro di una finestra chiusa.

L’albero spoglio di vita

resiste,

si piegano i rami e, non vogliono spezzarsi .

Aspettano che il vento si fermi,

respirare ancora e riposarsi per il prossimo freddo.

Di un altro inverno bagnato

che ha lasciato cadere foglie e sogni su viali deserti

Neve e pioggia sopra panchine arruginite,

seduti due innamorati

si guardano il futuro

negli occhi

Coperti da cappelli e sciarpe c è amore

passione

paura di domani

Ma, si stringono sorridendo e, sfiorandosi le labbra dolcemente

dipingono parole d’amore

con baci e sguardi

da conservare per sempre.

26 – “Midnight train” di Francesca Montomoli

Quel lento sferragliare

che si fa culla notturna

dentro il sorriso lunare.

Selene pallida lanterna

nel blu dei sogni

stagliati in cielo

traccia i tuoi segni

scomponi il velo

che mi nasconde.

Viaggia speranza

fra quelle sponde

e freme d’impazienza

il tenero germoglio

che lieto si piega al vento

di quel convoglio.

Gioia e tormento

ricordo e avvento

storia e futuro

tempo che scorre lento

lungo un binario.

27 –  “Dentro un quadro vivente” di Marianna Novara

In un’onda dolce

spezzettata in scaglie di sole

che con languore

dentro l’occhio umano

offre nel fuoco

vortici d’ azzurro,

e un cielo cristallino

d’un chiarore limpido

pennella il mare

con un velo di cipria rosa

e tutto luce, dall’ocra dei costoni

al muschio dei ripidi pendii…

Dimmi che mai

rimpiangerò questo tramonto,

quando mi porterai sul tuo sentiero,

che un pezzetto del mio senso

porterò lassù, come un quadro vivente

dove l’amore espande tutti i profumi

e la passione del mio esser terra,

come una donna sensuale

e insieme verginale fanciulla

tra velluti e sete scarlatte

e tra i capelli un ramo di mimosa.

28 – “Astrazioni” di Francesca Giustini

Dove tutto è nulla

immersa nel bagno delle mie astrazioni

vivo lo strano resto del mio tempo

senza sforzo nei pensieri

con le emozioni scarne ed un vuoto negli occhi

tra soffi surreali di sussurri

usciti dalle corde di un’attesa fatta di mistero

E in una spoglia stanza

con peculiare tatto

appendo i sogni

a schermaglie d’intelletto

ballando immobile una danza fiammeggiante

29 – “Canto del 21 marzo” di Carmelo Salvaggio

Se il giorno

che apparirà uscendo dalle nebbie

del freddo dell’inverno

sedendosi sul ramo come

colomba bianca

in attesa delle rondini,

ti porterà un respiro di vento nuovo.

Se quel giorno

vedrai gemme esultare sui rami del pesco

e ci sarà canto di uccelli

e al piede dei faggi

gorgoglierà il ruscello fresco di neve,

se ci saranno fiori nei prati

e nuovo sole bacerà i tuoi occhi…

Gioisci, sogna, abbraccia il mondo,

vivi, vivi la freschezza delle rose,

gioca col cielo, prenditi le stelle,

accarezza spume di mare

e canta, canta la bellezza del Creato.

Quel giorno

luminoso di vita sarà di primavera,

sboccerà poesia.

30 – “Auschwitz” di Maria Agrippina Amantia

Auschwitz

non bastava essere umiliati

derisi, sputati, come animali

marchiati

non bastava essere donne

violentate, picchiate,

abusate

all’infinito calpestate

non bastava essere bimbi

soli, sezionati, sperimentati

abortiti

non bastava morire di fame

e di sete, fino a svenire,

senza poter reagire

senza nessuno che ti potesse

aiutare.

Non bastava essere lì

su giacigli di legno

pieni di parassiti

che ti tengono sveglio

non bastava, non bastava,

non avere più pianto,

non avere futuro

non avere rimpianto.

Non bastava entrare in quel

forno

non capire, abbracciarsi,

e dire addio

a quel mondo

non bastava.. quel che resta

è un ricordo

sbiadito dal tempo

forse neanche capito

non basta ora, chieder perdono

per gli errori dell’uomo

per la sua crudeltà

per la sua ferocia

per la sua disumana viltà.

31 – “Marzo” di Amelia Squillace

S’incespica piano il sole mattutino,

nascondendo nelle nuvole

il suo occhio biricchino.

Mi dispiace ma non posso

che c’è Marzo prepotente,

si diverte come un bambino

dai giochiamo a nascondino…

Poi si stanca e pugni e calci

alle nuvole gli lancia,

poverine adesso pingono

tuoni e lampi s’accompagnano.

E così questo burlone

si diverte a più non posso,

oggi è freddo, gelo e pioggia

ma domani il sol che scotta.

Con cappotti, giacche e scarpe

ti fa togliere ridendo

ma ti dice di coprirti

te lo dice anche piangendo

32 – “Immensa” di Anna Bonarrigo

E sei immensa,

immensa Poesia dentro.

Fustighi l’innato fermentare

dell’inquieto vivere

e sommergi l’anima

d’ebbrezza e di bellezza.

Oltre quel mare dove naufrago,

oltre la siepe dove trovo pace

incontro te ad aspettarmi.

Prendi e pretendi

armi e disarmi

questa mia pelle nuda.

Ora sono tua

e tu sei mia

nel divenir tormento

e poi strumento,

impressa fra le pagine di vita

incidi il mio nome nella sabbia

e mai nel marmo.

Intessi la trama dell’essenza

con i fili sottili dei miei pensieri

e disegni lacrime e preghiere,

passioni e rimpianti

da narrare,

da strappare.

Di sussurri colmi il mio silenzio

e di urla lo squarci

fra le carezze d’ali d’angelo

per amarmi com’io

t’amo.

33 – “La collanina d’oro” di Gianfranco Isetta

La collanina d’oro

deposta in un cassetto

riposa. Preziosità

di mia madre, gioie

d’altri tempi che tornano.

Frammenti luminosi

accudiscono l’animo

un po’ a corto di sogni.

Risentirne l’immagine

del suo viso allo specchio

Come stare all’ascolto

del rumore di fondo

che ci riporta indietro

ai primi chiari battiti

del respiro del mondo.

Un biancore di luce.

34 – “La Scelta…” di Baciami Ancora

Camminare,

sempre sullo stesso sentiero,

con un passo moderato per paura di raggiungere quel bivio…

che sai che prima o poi troverai,

potrai fermarti quante volte vuoi,

ma prima o poi quel bivio è lì ad attenderti e

dovrai fare una scelta.

Quella scelta che

hai sempre temuto

solo per paura di fare quella sbagliata.

35 – “La vita” di Filisto Dilodi

come un soffio leggero,

brezza profumata che accompagna l’aurora,

che scompiglia i tuoi capelli…..

si accendono i tuoi occhi,

si illumina il tuo sguardo……

il vento ti porta da me’.

come il mare in tempesta,

gocce d’acqua gelida,

lacrime salate,

solcano le tue guance,

segnano il tuo viso e spengono il tuo sorriso…..

l’onda ti porta via da me’!

36 – “Poesia di primavera: bosco di ontani e frassini al fiume Sesia” di Lucia D’Alessandro

Eccola dunque giunta, primavera

sollevando l’equinozio se ne viene

il bucaneve ai piedi del frassino porge il capolino

Sotto le foglie, marcite, ferve la vita in nuce

Flora dispiega i suoi merletti di minerali e semi

una ferita, sulla corteccia brucata dal capriolo

stilla di linfa fresca, come una gemma

Vinto il gelo di ritroso inverno

aveva brinato l’argine del Sesia

smentito poi dal sole, stamani

Si è levato più presto, vittorioso

mentre il piccolo carro si ritirava a settentrione

visibile nel cielo limpido all’upupa

Appollaiata a guardia dell’aurora

tra le zampe custodiva un verso nuovo

dissipate le ombre della passata stagione

Giorni brevi e pioggia a limitare

il tempo che ne fuggiva a precipizio, eppure

piccolo di una parola vorrebbe scalfire un segno

che ciò che è stato vissuto sia stato almeno degno

Di un fremito, di una risata, di un dolore

di un languore.

(Dedicata a Mariadele Marelli “lettrice creativa” delle varie stesure e cara amica.)

37 – “Moisson” di Laura Klemm (Mietitura)

Dansons!

aux quatre pôles…

Pôle nord

pôle sud

pôle coeur

pôle liesse

je t’adore

Fille des Bois

prends ma main

et ensemble tressons

des couronnes d’argent

dans la veine azurée

de nos voix qui fleurissent

Chantons!

des refrains plantureux

qui descendent en cascade

sur nos douces façades

dans la généreuse Cité de Lumière.

———————————————–

Danziamo!

ai quattro poli …

Polo nord

Polo sud

centro del cuore

della gioia

ti adoro

Ninfa, flora, figlia del bosco

prendi la mia mano

e in-sieme intrecciamo

corone d’argento

nella vena d’azzurrità

delle nostre voci che fioriscono

Cantiamo, Suvvia!

di cori sontuosi

che investono a cascata impetuosa

le nostre volte dolci

nella Città generosa della Luce.

(Tradotta da Enrico Marco Cipollini, Italia)

38 – “Rosa rossa” di Rossella D’Alba

Rosa,

rosa rossa

carnosa,

profumata e pura,

delicata al tocco

che appena

la schiude

39 – “Lux” di Rita Stanzione

Riflessi senza tempo,

trecce d’amore

la grazia

di cere d’angeli

Respiri

girano le vesti,

nugolo d’altre sete

anime di musiche

Il salmo della luce

ripetuto agli occhi,

piccole lune

a finir di vivere

40 – “Ali di farfalla” di Lorenzo Pais

Il tuo sguardo di fuoco

accende il sole

accende il diavolo che è in me,

riposto e piegato come un libro

come ali di farfalla,

pagine ingiallite dal tempo

che nessuno ha mai letto

dirompenti, prepotenti, invadenti,

sognanti su ali di farfalla.

Il tuo sguardo di fata

perennemente in lotta

con la strega che si annida,

sul dolce trasporto del vento

che si libra su ali di farfalla,

pochi giorni, qualche settimana,

il destino crudele e naturale

già segnato nella leggerezza

di un amore dalle ali di farfalla.

41 – “Ti scrivo, poesia” di Patrizia Portoghese

Ti scrivo, poesia

per ricordarmi di ciò che m’hai donato

senza nulla a pretendere se non un pensiero.

Scritto in fretta

lì,fuori la finestra su un angolo del cielo

tra le nuvole che migrano e annunciano tempesta.

Appunto ogni nota

anche quelle acute e diversamente stonate

per dare risalto ad ogni andamento riflesso.

Ti scrivo, poesia

in un attimo di silenzioso fragore

quando ogni molecola m’indurrebbe a perdonare.

Sei d’anima, poesia

che si accosta e mi abbraccia tuttavia

per consolare frammenti sparpagliati di lune

per ricomporre il presente e guardare al futuro.

42 – “Parole nel silenzio” di Fiammetta Campione

Parole

m’accarezzano l’anima

complici del silenzio

che mi circonda

Scivolano

giù fin dentro la mia penna

che tinge d’inchiostro

il foglio immacolato

Parole

succo d’anima

gocce di sangue

fertili figlie d’eterna inquietudine

Sono amiche, sorelle,

sono voli d’azzurro cielo

sono compagne di viaggio

sono la parte mia migliore

Le mie parole

sono la linfa che nutre

la fame che ho di vita.

43 – “Al giornalista Cosimo Cristina” di Rita Elia

Un sottile filo di dolore

scorre parallelo tra i silenzi e il mare…

e il sole langue senza alcuna luce

sul corpo esanime di colui che giace

tra cristalli di sogni frantumati

con in tasca una schedina già giocata

e la partita della vita ormai finita.

Grida la verità tra quei binari della ferrovia

tra pietre stinte di color vermiglio

che fanno da cuscino al capo chino…

grida la verità dove Giustizia

fu soffocata da trame d’inganni!

La Morte si rivela un’ingiustizia

quando a causarla sono mani d’uomo

e non si placa il grido della Vita

finchè la Verità resta velata;

finche la Verità rimane appesa,

sospesa, taciuta, muta!

E nel silenzio il grido senza voce fa rumore,

onde sonore a dilatare confini di menzogne,

a ricercare luce e far trovare pace

a quella morte dichiarata “infame”

senza conforto di tocco di campane!

44 – “Volo di farfalle” di Gavino Dettori   

Caleidoscopio di colori

l’intrecciarsi dei voli

di farfalle a primavera!

Il sole riflette quei colori

e li diffonde nell’aria,

ancora frizzantina

per gli ultimi sospiri

dell’inverno che s’allontana.

I primi fiori che timidamente

fanno capolino nei prati,

si vestono di quei colori

e, nel verde dell’erba

appena nata, formano

un mosaico di fantastici

disegni, opera suprema

di quel sommo artista

che è la natura. Corro

su quei capolavori e respiro

il profumo che da essi

esala, sospeso nell’aria

da miriadi di farfalle

che m’hanno prestato l’ali!

45 – “Lapilli di vita” di Michela Zanarella

In queste ossa

viaggio

e insieme mi porto

lapilli di vita.

Scavo calore

consumo il fiato,

amo.

Voglio andare

con la pelle

a restare magia

nel destino.

Voglio esplodere

di te

e sapere il sapore

del mare.

(Tratta da “Meditazioni al femminile”)

46 – “L’acero rosso” di Anna Maria Folchini Stabile

Aria fresca

nel mattino di sole

di quasi estate.

Seduta

sotto l’acero rosso

scrivo i versi

che da ieri

mi girano in testa

e ti aspetto,

ora io,

come a turno facciamo

in questa lunga vita

vissuta

insieme.

47 – “ Nella latitudine” di Silvia De Angelis

E trascende con dolcezza

il segreto più celato

quando ancora mi accarezzi la capigliatura

mamma

nella vicinanza passeggera

che allunga il calendario

ll tremore di palmi corrugati

idealizza linee di pensieri taciturni

nell’evoluzione d’un bene senza confini

affievolito da logori tessuti di vita

intinta in un involucro fragile

che assottiglia

attimo per attimo il suo spessore

Della tua estenuante recita finale

serbo gli attimi più salienti

per sedare sommosse

che faranno scalpore nel mio sé

quando il cielo diventerà

saggia latitudine per i tuoi respiri

48 – “Primavera” di Loretta Citarei

Glissa la natura

le corde del tempo rinato.

Nuove armoniche melodie

come trilli d’usignolo

si spandono nell’aria

addolcendo la mia anima

dall’inverno intristita.

Incantata

dalla danza

della risorta vita

adagio il cuore

sul giallo narciso

che imperioso

svetta

il lungo stelo

avvolto dalla sciarpa

del sole.

49 – “Con grande serenità e grande amore” di Beatrice Bausi Busi

Con grande serenità e grande amore

piccola ricerca senz’ansia

sparsa di minuzzoli di tempo

comporrò pezzettini trasparenti d’aria

e pizzichi di lievito fino

amalgamando smistando

frugando attentamente.

Vaglierò atmosfere e luoghi

colori emergenti vividi dalla memoria di viaggi

o impolverati zuccherosi impalliditi

da qualche scorcio d’infanzia.

Pennellerò con mano leggera

porosa carta avida d’assorbire

così da assaporare, man mano che si forma,

il disegno d’un angolo noto o immaginato.

Scorreranno i giorni come filo sul rocchetto

a tratti ingarbugliandosi, rimbalzando a strattoni

poi di nuovo fluidamente

con garbo squisito.

E vita

vita d’attimi e d’anni

notti rimuginate sul cuscino spiegazzato, gualcito,

giorni aspri come confetture fermentate

sciolti momenti d’inaspettata quiete

ripercorrerò….

sentieri abbandonati ma non ancora scomparsi

di cui l’esile traccia si presta ai passi

di chi ricorda più con la memoria arcana

che con gli occhi.

(tratta da “La stessa cosa fluente”)

50 – “Nuvole e vento” di Federica Bonzi

Le nuvole si scapigliano

allegre giocando

si chiamano provocandosi

Con abito di colori diversi

trasformano i giorni uguali

in passatempo della festa

Mascherate da vento

arrivano sul lago

ammiccanti ne arricciano la lentezza

Il lago cedevole danza

al ritmo del vento si illanguidisce

i flutti incalzano eccitati

Il respiro libero delle nuvole

ci raggiunge

stupisce il nostro tedio

Solletica i nostri pensieri

assolti da rimorsi

lieti di leggerezza

Soffio delicato

generoso di vaghezza

appagante di levità

(tratta da Bellezza instabile)

51 – “Muore il tempo” di Laura Divincenzo

Muore il tempo intorno a me

nella lentezza degli attimi vaganti.

Muore in una lacrima ferrata

e in un volo d’ali

planato nell’oscurità.

Nell’attesa di treni mai presi

in fermate di giorni di sole adombrati,

tra stridenti rotaie

in echi di ferrosi richiami.

La luce si spegne in sprazzi

di affievoliti riflessi.

52 – “L’albero di ciliegio” di Anna Conte

E’ primavera,

e dentro ai cuori

riverbera un battito d’amore.

Vorrei essere un ciliegio

per spandere nell’aria

cascate di petali bianchi

spinti dal vento,

che con il suo sibilo

li accompagna

in un’armoniosa danza,

ed adornar strade e

inebriare cuor gentili

nell’incanto del creato.

Folta la chioma nell’aere

silente a ricordar la vita

che copiosa,

impavida riprende.

Vorrei essere un ciliegio,

per vivere e morire,

per poi rifiorire

e donare infinita gioia

a chi ha la primavera

dentro al cuore.

Vorrei essere un ciliegio

per profumar di miele,

infervorare i sensi

e l’animo arricchire,

di chi la bellezza riesce a

cogliere e godere.

53 – “Scrivere” di Silvana Poccioni

Scrivere è un esorcismo

sulla morte

è ribellione ad una fine

che i filosofi dissero Nulla.

Scrivere è un’ipoteca sulla vita

senza precisa scadenza

la data dipende da come si legano i versi

se in nodi che un soffio di vento

discioglie

o in maniera che restino stretti

come vicoli antichi di borghi

ad avvolgere il cuore e la mente

di chi li percorre.

Scrivere è fuga dalla vita

se vita è tormento e tristezza

oppure è una gioia purissima

che non chiede compensi

se la sorte ha concesso il suo bacio al poeta.

Si possono aprire orizzonti

persino nel fondo più buio di un pozzo artesiano

se i versi hanno luce

e la speranza guida la mano

sulla pagina bianca.

Scrivere è spesso

Il coraggio di riprendere il viaggio

con la nave squassata e la vela maestra strappata

una forza scavata nel baratro nero della disperazione

e portata alla luce

come prezioso reperto

da un’antica dimora imperiale

che la lava impietosa aveva sepolto

nel silenzio di un’unica notte.

54 – “Scrutando il cielo” di Bruno Di Cerbo

E mi rannicchio a rimirar

quell’orizzonte infinito d’incanto,

di cielo e di mare

e ancor mi pare di annusare

quell’odor aspro di salsedine

che mi inebria il cuore e la mente.

E mi perdo nei meandri del pensiero

che senza sosta viaggia,

alla ricerca della mia pace,

con dubbi che non m’appartengono più.

In questo ozioso silenzio,

mi adagio nel muschio senza aroma dell’attesa

mentre un’edera distratta

si inerpica su innumerevoli tristi pensieri

che ormai muoiono in un vortice senza fine.

Ho camminato negli abissi limacciosi

della costernazione,

attraversando la mia disperazione

per sfidare il destino,

ma ancora una volta ho perso,

mentre nel tuo incedere passaggio

schiacciavi la mia vita.

E scruto il cielo,

sono frammenti dei tuoi occhi

le stelle che mi guardano

in quest’ultima notte colma di mille sguardi,

sguardi e domande senza risposta

che avvolgono le ceneri della mia esistenza,

nei chiarori bluastri senza fine

di aloni notturni.

55 – “Poesia” di Rosanna Spezzati

Sferza gli angoli al mondo

la morte

né occhi né colori

solo babele di lingue

il nome nei corpi carbone

nei tempi

nelle piazze dei panzer

nella mano dell’ amato

nella corda dell’ emarginato

ultimo monile

al giovane alieno

Né radici né età

metonimia di uomo.

56 – “Quell’insieme di noi” di Biancamaria Muscherà

Sono i singhiozzi dei miei pensieri a ferirmi il cuore,

in modo costante e con cadenti rintocchi.

Rintocchi che s’odono da lontano

e lasciano l’anima in subbuglio

e io mi dispero e piango

mentre una lieve brezza

mi trascina tra i colori dell’autunno.

Nascosto hai il viso tra i miei capelli,

sento attraversarmi dal respiro

che, vento soave, m’accarezza

portandomi tra gli abissi un tuo bacio.

Cos’è l’amore?

Due mani che si stringono,

un sorriso e l’incontro di due sguardi,

il calore delle tue labbra.

Fa’ amore mio che questa luce

sia luce ai pensieri,

che la luna ci stia accanto

e la notte ci tenga vicini.

Noi, stretti in un abbraccio,

due cuori palpitanti…

un istante di Paradiso.

 57 – “Oltre quel limite” di Renato Fedi

Sei lì, rosa da cogliere,

sei lì oltre quel limite che ci fa stranieri,

al confine delle mie fantasie,

lì dove s’apre il libro dei sogni,

lì a riempire pagine di parole non dette.

Sei lì, bocciolo da conservare,

da inseminare tra queste mie pazzie,

negli istanti in cui m’incurvo al buio,

lì a fare luce dentro alle mie nebbie,

sole a diradare le nuvole dell’età.

Rosa che non appassirà,

sei danza di profumi a vortice inatteso,

aroma che non m’uccide i giorni,

fiore di sfibrate lontane nostalgie,

umido sapore di notti d’assenza.

Sei lì, rosa da cogliere,

posta su quel limite da abbattere,

lì dove ogni tua spina cadrebbe vinta.

58 – “Bello nuotare” di Luciano Manfredi

Bello nuotare in un mare

di sentimenti contrastanti

dove il pensiero non giunge,

avvolto da un’atmosfera surreale

che prende il mio cuore

come una conchiglia

in un battito frenetico

spingendo con il suo

bordo bianco

contro il mio guscio.

Tocco il cielo con un dito sulla cresta

appeso a un filo

imbrigliato dal suo occhio.

Spumeggiando la sua essenza

mi prende;mi travolge d’improvviso,

si allunga, si retrae

lentamente

e mi entra nella mente.

59 – “Senza più malinconia” di Pasquale Rea Martino

È

di questo imbroglio

il divincolar cadente, lo scoglio

dove battere testate.

È

l’andirivieni insulso

a ravvivar ferita, il balzo

nel buio degli abissi.

È

questo convenire

tra umori esagerati, la scissi

dell’impianto ch’è la vita…

Dove sarà

la prossima volta l’ombra indelicata

quella che sempre veglia

e ti dispone malcelata

la sorte che si staglia…

Si desta

la parvenza,

la sola in assoluto la speranza

che dentro spesso cela

il verme nel nocciolo di una mela.

Si sarà festa

al sublimar incontro

tra anime straziate quel riscontro

lo stesso ambire senza fare ressa

gioire incanto quando il male cessa.

E

veder fiorire

gemme dai profumi intensi

e petali cangianti a placare i sensi

in questo andare senza interferire

distendere la vita

fluttuando con le ali

quella magia

che ti fa sentire vivo

eden

dei sensi fonte d’ideali

senza più malinconia.

Donna di Amelia Squillace

Ho ascoltato l’agitarsi di una conchiglia,

ho raccolto un mazzetto di mimose ingiallite,

una per te,un’altra per me.

Per una donna velata

ua donna truccata,

una donna sofferente

una donna ridente.

Ho fatto un girotondo

in tutto il mio mondo,

ho trovato il nulla

di mani lontane.

Ho ascoltato un rumore di una conchiglia

un rumore di donna…

60 “Il mio cuore” di Anna Maria Folchini Stabile

Ho passato la giornata a fare nulla

Pigra

Sdraiata

Trascinandomi tra il letto e la poltrona

Un libro aperto

Una poesia da scrivere

Un bicchiere vuoto

Un biscotto mordicchiato

Tutto un insieme flaccido di momenti inutili

Dove i pensieri non diventano sostanza.

Poi sei arrivato

Tu

Con il mio cuore.

E la vita

Ha ricominciato a correre.

61 – “21 marzo festa mondiale della poesia” di Loretta Citarei

Sempre

il poeta

tenga in mente

che scrivere la poesia

è come mettere

ali d’oro

ad una farfalla

che sa di vivere

un giorno solo,

ma a quel giorno

ella dona

tutta la luminosità

di cui è capace.

62 – “Dolce risveglio” di Gianni Berna

Era tanto che aspettavo

Per sussurrarti dolcemente:

BUONGIORNO AMORE !

Ed ora che sei qui

Sfioro i tuoi begli occhi

Col più tenero dei baci.

Tu mi guarderai

Inviandomi il calore

Ch’è racchiuso nel tuo cuore.

Allora io vedrò

Brillar le tue pupille,

E lentamente

Permettere a due lacrime

Di rigarti il viso.

Con queste labbra

Io le asciugherò,

Fino a veder spuntare

Dolce un tuo sorriso

Verso gli occhi miei.

Ed una volta ancora

Arriveranno al tuo sentir

In brusio leggero:

TI VOGLIO TANTO BENE

DOLCE AMORE MIO!

63 – “Attimi” di Bruno Di Cerbo

Rintocchi lenti, quasi offuscati

di antiche campane,

si accompagnano impercettibili

a raggi ormai cadenti d’un sole

in estenuanti battaglie,

con rabboccanti, irrequiete nubi d’Autunno.

Mattino silenzioso!

La nebbia sulla pianura avanza,

circonda le mura del cuore,

soffoca l’umano pianto

che s’adagia su monti intorno,

su leggiadri colli e misteriose valli,

da torrenti tortuosi e freddi solcate,

all’ombra di vecchi castagni

e di soavi carezze intrise di rugiada

n’è colma la brezza del mattino.

Il dolore trasuda, si stende ,

avvolge la riva,

il sole offuscato barcolla.

Ovunque il fumo dei camini salendo

imbratta il cielo,

la gente del borgo china il capo,

volti già vecchi e stanchi;

dilaga col vento di brezza il mio Io,

s’abbatte, s’infuria,

dal nulla venuto!

Pensieri fugaci mi sorpassano,

richiamando immagini a tratte sfumate

ma ancor vive nella mente mia;

un vento gelido smuove gli alberi

con un fremito tra le foglie d’Autunno

e nubi s’addensano grigie

come l’ora breve e misteriosa

che avvolge il crepuscolo.

Evapora poi d’un tratto

la tua ombra ingannevole,

trasformandosi nuovamente in nebbia

sempre più densa,

che appanna e scompiglia

la mia Esistenza.

64 – “Vorrei” di Luciano Manfredi

Vorrei che il cielo

fosse senza nuvole

indaco sempre

orizzonte di sogni

tessuto come tappeto pregiato.

Vorrei che la luna squarciasse

di luce

la notte,così come tu illumini

i miei occhi.

Vorrei stringere le tue mani

perdermi nel verde

Lago,

incorniciato

da orchidee bianche,

dietro il cristallo

fino al midollo.

Sembri dura,amore,

ma non lo sei.

Piuma

che fluttua e si libra

nel mio

pensiero

Soffice

ti adagi

e mi

carezzi

il cuore.

65 – “Come se”…  di Anna Maria Folchini Stabile

E facciamo finta di niente

Come se la bufera fosse passata

Come se tu non mi avessi parlato

Come se io non ti avessi parlato

Come se noi non sapessimo.

Andremo oltre questo cielo imbronciato.

Resteranno solo sfilacci di nuvole

E una piccola cicatrice nel cuore.

66 – “Shhh, silenzio” di Annamaria Vezio

Cosa vuoi che dica l’infinito

quando deve ingurgitare

l’attimo finito

Cosa vuoi che dicano parole

il cielo e le sue stelle

Son bocche lassù cucite

attaccate al manto nero

né tremolano né dicono

e più non san vibrare

Per pudore

ogni elemento tace

non osa risvegliar la mente

da sopita audacia,

da sofferta pace

Shhh, silenzio.

Le poesie sono protette dal © dell’autore

Grazie a tutti per la partecipazione!

Néorìa

(Antonella Ronzulli – Mario Di Nicola)