Enrico Marco Cipollini – Filosofo, Saggista, Critico letterario

Esiste in ciascuno di noi la secreta speranza che ogni male o cosa spiacevole debba succedere agli altri, allontanandoci per un «pensiero magico» dalla vita vera, vissuta o una scaramanzia per difenderci dal vivere che è “pericoloso”in quanto più sofferenza che gioia ti riserba, onde il valore apotropaico delle parole che si riscontra in certi libri- Ma la vita, che noi non scegliamo è un ek-sistere, un esser scagliati nel mondo opaco ed indifferente ,muto alle nostre “exis” personali,sentite,vissute. Noi, con le più belle aspirazioni, i più belli ideali,il nostro desiderio di vivere appieno e,per contro, una natura impietosa:”un in sé” e un “ per sé”,ricordando Sartre,che sono inconciliabili.  Dall’oggi all’indomani un fulmine ti cade addosso, tra capo e collo.” Perché” proprio a me?Perché? Interrogativo angosciante ma senza soluzioni razionali… e la devi vivere tale cruda “realtà”, tuo malgrado,non lasciarti vincere e batterti per una suprema meta che si chiama vita. E’ una forza tale che ti sprona a lottare contro ogni nume avverso. Già, diceva Omero, nell’Odissea con estrema lucidità e poeticità insuperabili:

«Gli dèi tramano perdizioni ai mortali/affinché i posteri possano cantare le loro disavventure»(cito a memoria onde mi scuso per eventuali inesattezze ma il senso non è sconvolto)-

Non è di certo una spiegazione quella frase omerica ma ci dice del vivere molto di più di ogni trattato-

Così, Antonella, vede cadere i suoi boccoli biondi,avverte il corpo deteriorarsi e con esso “il morale”.E’ minata da una malattia che tutti temiamo ma lotta con i denti aiutata dal fedele compagno,Renzo, e dalla famiglia coesa,compatta in una effettività solidarietà che non solo  è indispensabile ma  aiuta non solo a curare ma a sanare(e  la differenza è notevole).

Un “diario” di vita impietoso quello di Antonella, senza infingimenti e pudori di sorta…

Una terribile esperienza   scrutata e “ dettaci”   con chiarezza,pulizia  di versi  incisivi,stilemi ineccepibili.

Antonella , dal dolore (tale è incommensurabile) ,trae   una nuova “vis”;non soccombere,non rassegnarsi ma trarne un vigore inaspettato che si esplica  nella catarsi poetica,nel dir-si e nel dir-ci che si può risorgere ex novo.

Una poesia d’amore perché alla fine , grazie al cielo, dopo tormenti, si apre un bagliore accecante di luce: la guarigione certo ma sapere  ora apprezzare l’autenticità della vita,il correre  non banalmente ma per sentieri autentici in tal mondo. E la vita non è denaro, non è gloria ma sentire il calore unico dell’affetto sincero. Noi in effetti “sentiamo”e ci sentiamo vivi grazie a ciò,indispensabili per l’affetto che sappiamo dare o ne siamo circondati. In modo gratuito.

Ad Majora, Antonella. La Seconda edizione del tuo “risorgere” in  un breve lasso di tempo è più che meritato.

Puoi dare, leggendoti, speranza a tantissimi e far riscoprire i loro “intus”veri forse sopiti ,grazie ad un élan vital. Essendo una recensione, non posso dilungarmi di più(recensire non è riassumere ma cogliere il significato profondo del tuo dettato) ma sinceramente il tuo libriccino(non si conta la validità di un’opera secondo la mole)non solo può esser utile ma è un modo di guardare la vita in forme,modi,ottiche diversi:correre verso  se stessi e l’altro da noi. 

Enrico Marco Cipollini

Antonella Ronzulli, Ali Vive, RupeMutevole, Bedonia, 20112, pp.64, €10,00

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