Recensione – Attimi, il puzzle della vita di Antonella Ronzulli – a cura di Enrico Marco Cipollini

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antonella.ronzulli@gmail.com

PAGINE : 107

FORMATO : 15X21

ISBN : 978-88-97801-29-0

Prezzo: 10,00 €

Non si sarebbe mai sognata di scrivere, ci dice la poetessa di Novi Ligure, in una paginetta ma intesa dal titolo “Semplicemente”, che funge da Introduzione, ma un accadimento (la vita  non è  forse una serie di eventi al di là del nostro volere?) le sconvolge la vita e scopre come raccontarsi, in lirica per l’appunto. La poesia diviene sua insostituibile compagna per  riuscire a rimediare  i« graffi dell’anima», riscopre  in tutta la sua quinta essenza l’essere, in primis, donna, l’amicizia, l’amore, la famiglia a cui, per inciso, il libro è dedicato, con il suo apporto fondamentale, il suo sostegno a momenti di disperazione, di vedersi  attaccata ed umiliata il corpo da un male che tutti temiamo e  abbiamo terrore anche di pronunciare. Una lotta che rimette in discussione tutto, tra dolore e speranza, voglia di abbandonarsi e desiderio di farcela. Ma oltre c’è la vita, e con essa, un nuovo modo di vederla. Non a caso cita una frase di Nietzsche, il grande quanto inquieto e sfortunato pensatore tedesco, «La vita è fatta di rarissimi momenti di intensità e di numerosi intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli». Antonella, nel suo libro pregno di forza evocativa, di tappe della sua vita scandite con dignità e con amorevole comprensione del milieu che la circonda, la fascia, non si limita a perseguire la superficie, a vivere da pantofolaia dello spirito, gli intervalli ma ad andare oltre, a vivere come un “continuum” la intensità. Ci vuol coraggio ma Antonella lo ha dimostrato e lo dimostra. Cerca oltre gli enti, l’essere, direbbe Heidegger. Da qui si può capire come ella rifiuti  di essere considerata una poetessa, ride, è autoironica sebbene le sue poesie piacciano. Ora la sua ricerca è la rivalutazione dei valori indelebili: quelle “essenze”, come lei le chiama, che ha ri-scoperto sotto una luce nuova (e le ritroviamo nella sezione ”briciole di  Haiku”) dove il silenzio è tema centrale, conduttore. In tal mare magnum ci auscultiamo, auscultiamo il nostro essere, le nostre possibilità (io rinasco, scrive con estrema sincerità). Certo, rinasce a nuova vita non solo perché ha combattuto con il Nemico invisibile (dolore nella carne/occhi senza lacrime/urla dal cuore/ eppoi  quell’urlo munchiano: perché?, tratta dalla poesia omonima,p. 61). Quel Perché” mi suona nella mente, nell’animo, rimbomba, ti fa rimeditare sul senso del vivere, ti sconvolge ogni certezza filosofica o che ritenevi tale. E’ un urlo di un esser umano che denuncia l’esistenza così crudele ed espressivamente grida la disperazione, l’enigma del vivere, il destino beffardo. Meriterebbe una esegesi più approfondita che ci porterebbe anche alle radici del nihil… E’ lo stesso «Perché» che si chiedeva Dostoievskij dinanzi alla morte, al dolore dei  bambini… gli animi nobili, belli, si incontrano nella giostra della vita. Non possiamo tacere “Assassino d’innocenti”, ”Soli”, l’incontro con la morte in “Angelo nero” e perché no?, Semplicemente. Cara Antonella, tra i tanti “versaioli” che si dicono poeti, novelli Omero e Dante -e ce ne sono troppi, credimi- tu che dici di non essere poeta, paradossalmente lo sei. Potrei scrivere un saggio su  molte delle tue liriche che mi pungolano con i suoi interrogativi, le sue ansie, i suoi timori, le gocce delle lacrime e la gioia di vivere… e non è detto che non lo faccia ma lascio al lettore che si gusti non solo della buona poesia ma rifletta. Hai vinto non solo il tuo male ma hai scoperto, sulla tua carne viva ed inciso  nell’anima tra dolore e illusioni, che c’è una realtà che va oltre l’oggetto: l’essenza dell’essere! I graffi infertiti li porterai addosso ma da buon Odisseo, tali viaggi anche se non voluti, ti  fanno saltare nietzscheanamente “gli intervalli” e vivere la vita in tutta se stessa, il suo senso”sacrale”. De hoc satis! Un Ciao sentito, Antonella, aspettando una tua ulteriore prova  sempre soddisfacente.

        Enrico Marco Cipollini
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