La poetessa Annamaria Pecoraro “Dulcinea”

Pubblicato: 11 marzo 2012 in Intervista a ...
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AR: Iniziamo con una domanda, apparentemente banale, che nel tuo caso per me è necessaria: che cos’è la poesia per te Annamaria e perché hai scelto di scrivere con lo pseudonimo Dulcinea?

AP: I modelli poetici insegnano vari punti di vista, delineando un cammino che è poi percorso soggettivo del singolo poeta. Rime baciate, endecasillabi, ricerca di allegorie o ogni sorta di proprietà linguistica e lessicale di un’approfondita analisi del testo, cose proposte sui banchi di scuola, che si proietteranno in quell”io” che è musica all’unisono dell’Anima e del Cuore. Adoro tutto ciò che suscita in me emozione ed immagine, da Neruda a Saba, da Montale alla Merini, dalla saggezza antica degli autori latini come Orazio e Catullo all’umanità di Borges.

L’ispirazione è determinante e nasce di getto. E’ emozione che parte dall’anima ed attraversa il cuore arrivando al cervello e dettando l’impulso di scrivere alla mano. Poco importa il mezzo, un foglio di carta, un computer o una mini schermata di cellulare, ciò che conta è arrivare a descrivere l’immagine che vedo con le parole. La spontaneità è il caposaldo, non correggo mai un’opera, perderebbe la singolarità di come è stata “partorita”. Saper scrivere, non ha bisogno di lauree o diplomi, ognuno ha dentro di se la capacità e la forza espressiva di materializzare quello che sente e vede: le emozioni animano il nostro essere e noi animiamo le emozioni.

Il mio stile ed il mio pseudonimo, nascono dall’ascolto e dall’attenta e profonda osservazione del vedere “oltre”, usando un linguaggio universale, che definirei “dulciniano”, lottando contro i quotidiani  mulini a vento, come l’indifferenza,  l’egoismo, le maschere e l’ipocrisia.

AR: Hai un ricordo legato al momento in cui ti sei accorta che la poesia veniva a cercarti?

AP: Si, era marzo del 2007, sui gradini di piazza SS. Annunziata a Firenze, davanti all’ospedale degli Innocenti. Fu impulso, voglia di imprimere nero su bianco ciò che il cuore e l’anima mia sentivano: l’inizio del mio  cammino nel mondo della Poesia, cammino con uno sguardo al passato. Da qui i” Passi”, che divenne il titolo della prima poesia nata dalla mia penna, per capire dopo, dove poggiare i piedi e spiccare il volo, per essere io stessa trampolino di lancio verso un nuovo futuro.

AR: Quali principali messaggi vuoi trasmettere attraverso le tue opere letterarie?

AP: Il valore, dato soprattutto dalla partenza intesa come noi stessi, col quale con il nostro bagaglio culturale ed emotivo-emozionale, sensibilizzare chi alla lettura poetica si affianca, per viverla e sentirsene parte come protagonista e non “estraneo”. Trasmettere calore viscerale è importante e non sempre facile o innato. La speranza, l’abbandono, la voglia, la capacità di accettare e di amare, sono la guida ai nostri pensieri, alle nostre semplici ed umili parole, l’armonia che forma musica, che cura ed allevia l’animo, che semina e si proietta nell’aurea di luce che è pura poesia.

AR: Sei la fondatrice dell’Accademia delle 4A, collaboratrice in varie radio anche via web nella promozione della poesia, e in riviste di letteratura. Mi racconti qualche tua esperienza significativa?

 AP: Ho creato l’Accademia delle 4 A, un forum culturale ed interattivo dove chiunque con la passione chiusa nel cassetto, possa liberarla senza paure, giudizi e pregiudizi, condividendola nella forma creativa più vicina alla propria sensibilità. Le 4 A da: Amore, Amicizia, Anima e la quarta “A“ … venite a scoprirla! Nel 2011 sono stata selezionata nel concorso internazionale “Poetry For Peace” organizzato dall’ONU, e giurata nel concorso di Poesia nazionale “L’altra metà del cielo“ II edizione. Ho collaborato con poeti e scrittori, tra cui Silvana Stremiz, di cui ho curato la prefazione del libro in bilingua, “ Respirando Vita – Breating Life”.

Nel 2010 sono stata finalista Sezione A II edizione del Premio “Vivarium” ad Honorem di Giovanni Paolo II, con pubblicazione di due poesie “Oltre le nuvole” e “Sguardo nella croce” nell’Antologia “Non abbiate paura”. Collaboro con EuterpeRivista di Letteratura, con la Rivista mensile “Lu papanzicu” di Filippo Cassaro, dove ho la mia rubrica “Naturalmente in Salute” e sono inoltre presente in diverse antologie poetiche. Collaboro in diverse radio nazionali ed estere, per la promozione della lingua italiana e per far conoscere la bellezza della poesia, che bersaglia ed arriva a toccare le corde più intime del nostro essere: nel programma “Musica e Parole“ di Antonio Esposito su http://www.radiosi.org il sabato pomeriggio, via web con il Dj Carmine Mancoletti, e con Paolo Filippi a Radio Liberty in Sicilia. Con quest’ultimo ho scritto anche canzoni registrate in SIAE. Le poesie “Amore“ e “Passi” sono state lette nel programma “Big Night” su Radio Kiss Kiss, con i Dj Max Poli e Branca ed il poeta Andrea Cacciavillani.

AR: La poesia sembra ignorata dal mercato, tuttavia intorno si nota fermento e curiosità, grazie alla rete e alle possibilità offerte; qual è la tua opinione e quale futuro prevedi?

AP: Credo che ogni mezzo, se usato nel modo giusto, abbia la capacità di fare “eco”, amplificando e scatenando emozioni; scoprirsi parte di qualcosa che si può anche metabolizzare in ufficio, in casa, a scuola, dona facilità di essere “raggiunti e carpiti”. La creazione artistica non cambia, anche con la comodità tecnologica, l’anima resta la stessa. Il poeta per la sua sensibilità speciale è un estraneo in un mondo come il nostro, dove si corre sempre e si rincorrono materialità e successo. E’ una sorta di mediatore tra bene e male, che guarda ed attinge dalla realtà che lo circonda, un senso di verità immortalandolo con le parole, come un pittore fa sulla propria tela, descrivendo così quello che vede e sente. Cerco di donare me stessa, continuando con forza ad esser gioia e sorriso, fiammella accesa e testimone di luce per chi ne ha bisogno, tenendo sempre in mente la frase “vola in alto solo chi osa farlo” di Luis Sepùlveda e nel cuore “piccoli passi per grandi risultati” di Madre Teresa.

AR: Oltre le infinite poesie, hai qualche pubblicazione in cantiere e quali sono i tuoi progetti?

 AP: Siamo tutti naviganti e navigatori su quel mare, spesso misterioso e complesso nella sua paradossale semplicità, che è la vita. Ognuno di noi è alla ricerca della sua terra, nelle sue affermazioni e realizzazioni, della verità, seguendo la via del cuore e di quella stella polare, sia chi è credente e chi non lo è; può identificarsi nella stella Polare, in Dio o in quelle fondamenta fatte degli affetti cari e nei valori. Lasciare la nostra scia e tracciare a testa alta la rotta, nonostante le tempeste ed i canti di sirene che spesso ci trascinano in abissi neri. In cantiere ho una pubblicazione che raccoglierà le poesie che ho scritto in questi anni, un passaggio, una crescita professionale e di formazione, diviso in due parti, una dal 2007 al 2009 e una dal 2009 al 2011. E’ un’antologia – riflessione sull’esistenza, il viaggio è spesso metaforico, interiore; è una ricerca di sé stessi e dell’amore vero attraverso i passi della nostra anima e le rime che toccano il nostro cuore.

AR: Ti ringrazio per la disponibilità a concedermi questa intervista, in bocca al lupo Dulcinea!

 

ANTONELLA RONZULLI

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